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  LA NATIVITA' 
 
E l’Angelo disse:
Vi porto una lieta novella che procurerà una grande gioia a tutto il popolo: oggi nella città di Davide è nato il vostro salvatore, il Cristo Signore. Cercatelo!

Là troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia. Il lieto annuncio è momento di ansia, paura e scetticismo per soldati, ricchi padroni e popolani che animano il presepe.

Che le valli siano riempite … Che le montagne e le colline siano abbassate… Che le vie tortuose siano raddrizzate… Che i luoghi impervi siano appianati…

Curiosi volgono lo sguardo alla capanna e attoniti osservano la grande fede di alcuni. Due monelli offrono il loro poveri doni al Bambin Gesù …

Lo spirito è sopra di noi… Ai poveri il lieto annuncio… Ai ricchi un pezzo di pane … Agli storpi una stampella nuova… Ai prigionieri la liberazione … Ai ciechi il dono della vista.

Il progetto artistico è frutto di una ricerca sulla tradizione, tutta italiana, del Presepe vivente che risale all'epoca di San Francesco d'Assisi che nel 1223 realizzò la prima rappresentazione della Natività, evento centrale della Cristianità insieme alla Passione. La messinscena, che punta ad accentuare il forte significato spirituale della Natività, si avvale del contributo determinante dell’orchestra stabile del Teatro Grazia Deledda che esegue dal vivo un nutrito repertorio di brani classici.


 
 
Aldo Sicurella