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MA MERE L'OYE

Ma Mre lOye10Lo spettacolo scritto e diretto da Aldo Sicurella prende spunto dall'omonima opera di Maurice Ravel sviluppandosi attraverso le celeberrime musiche arrangiate per flauto, violoncello e arpa.

Siamo nel 1908, Maurice Ravel compositore francese molto famoso scrive ad un amico ed alla sua famiglia per ringraziarli di una bella giornata trascorsa insieme nella loro residenza di campagna.

Affascinato dai due bambini dell’amico, invia loro come dono, una suite di cinque brani musicali ispirati ad altrettante fiabe.

Lo spettatore vedrà il maestro Ravel alle prese con la composizione musicale mentre tre musicisti suoneranno dal vivo l’intera suite.

La musica, la voce degli attori ed una animazione in video daranno vita ai personaggi della fiaba in una messinscena originale e coinvolgente. Musica e recitazione in stretta sintonia, saranno come la colonna sonora del film.

Il titolo dell’opera prende spunto dalla famosa Mamma Oca narratrice di fiabe, della quale lo

stesso Ravel indossa i panni raccontando della Bella Addormentata, di Pollicino, del Serpentino Verde, della Bella e la Bestia ed ancora della principessa Florine, in un avvincente gioco di teatro nel teatro.

 

Lo spettacolo, esempio di commistione fra le arti, usa diversi piani di comunicazione ed è adatto ad un pubblico di tutte le età.

L'opera nacque originariamente per pianoforte a quattro mani, Ravel stesso in seguito la orchestrò e ne fece due versioni: suite per orchestra e balletto.

E' un'opera dalla grande chiarezza formale e dagli accostamenti armonici molto moderni, le linee melodiche sono semplici e lineari. Queste caratteristiche unite alla brevità dei singoli movimenti, permettono un ascolto facile e piacevole e allo stesso tempo mettono in evidenza elementi di retorica musicale e altre caratteristiche del linguaggio musicale, ad esempio nella fiaba di Pollicino sembrerà di sentire Pollicino camminare nel bosco e il flauto impersonerà l'uccellino che beccherà le briciole di pane.

L'orchestrazione riprende la caratteristica orchestrativa raveliana che mette in risalto i singoli strumenti con interventi solistici. In diversi episodi gli strumenti impersonano anche un personaggio, ad esempio nei “dialoghi della bella e la bestia” il flauto rappresenterà la bella e il violoncello la bestia. Due strumenti contrastanti dunque le cui sonorità saranno legate assieme dall'arpa.