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ADDI' 16 OTTOBRE 1943... nonostante ci fossero margherite dappertutto

Addì 16 ottobre newsUno spettacolo sulle diversità. Due ragazze ebree rimaste sole in circostanze diverse, vengono protette da due adulti caratterialmente molto diversi fra loro, e nascoste in una soffitta per sfuggire alla persecuzione perpetrata contro gli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Questo è l’ambito storico in cui si muove lo spettacolo. Ma la vicenda è esclusivamente legata alla “storia” o viceversa è cosa più attuale? Filosofia dei tempi nostri, forse....... Certo è che tutto il mondo aborrisce l’idea che oggi nulla sia cambiato..... Ma se così è, cosa sono i..... Rwandesi...... I Curdi..... Gli Albanesi ? Fatti d’oggi, degli anni duemila. Sono problemi di razza, di etnie diverse, storie di immigrazioni, di barche piene di gente..... Di povera gente..... Ma chi sono veramente....... i poveri? Chi sono veramente...... i diversi? E, cosa vuol dire “non essere razzista”? Questi sono gli interrogativi che mi pongo continuamente.

L’animale sociale è colui che riesce ad accettare e rispettare le diversità.

Una battuta dello spettacolo “........ Siamo tutti uomini del mondo, dello stesso mondo; abitudini, religioni, cultura e costumi sono come la natura vuole che sia......”

Lo spettacolo vuole raccontare le tristi conseguenze del razzismo.. Che sia in Europa, in Africa o in America, capire ed accettare i “diversi” vuol dire in fondo accettare se stessi e sentirsi degni d’essere chiamati uomini. Io sono meridionale, sono nato in Sicilia e quando per lavoro, la mia famiglia si è trasferita a Varese, nel 1967, avevo solo 11 anni, ero un “terrone” e la professoressa, in prima media mi ha messo all’ultimo banco con un sardo. Anch’io ero un diverso...... un bambino incolpevolmente castigato all’ultimo banco. Anne e Paola protagoniste dello spettacolo sono a loro volta, incolpevolmente castigate in una soffitta.

Dalle piccole esperienze come la mia e dalla grande e terribile esperienza dei protagonisti di questo spettacolo si può imparare a riflettere sulla questione del razzismo.